La validazione del progetto e riserve dell’appaltatore

Le riserve apposte dalla Ditta appaltatrice inducono la SA ad un controllo ancor più attento e dettagliato nella progettazione e soprattutto nel documento di validazione, che assume un valore sostanzialmente diverso dal presupposto di “cantierabilità” dell’opera. Un’opera pubblica può essere validata sotto il profilo dei requisiti normativi – progettuali , ma potrebbe essere anche non cantierabile, in quanto, per aspetti legati al sito, alla logistica, alla accessibilità, ecc., non definisce e ne risolve questioni attinenti proprio alla esecutività del documento progettuale.

Ecco allora, che ci sembra opportuno soffermarci sul momento in cui la PA emette il documento, la certificazione sulla effettiva eseguibilità dell’opera pubblica. Per questa circostanza è quanto mai opportuno istituire presso l’Ufficio della SA una “cabina di regia”, coordinata se necessario da un RUP esterno, incaricato dalla stessa Amministrazione, quale figura di coordinamento e controllo di tutti i vari livelli della progettazione, nonché quale verificatore della acquisizione di pareri preventivi su autorizzazioni o nulla osta. Tutto ciò, è necessario per conferire requisiti di esecutività realizzativa al progetto o meglio ancora a tutta la procedura amministrativa, senza incorrere in ostacoli ambientali o tecnici che possano sfociare in possibili interruzioni di cantiere.

Quando si decide di ricorrere alla procedura dell’appalto integrato, la cabina di regia può essere attivata anche in fase di progettazione preliminare o definitiva, essenzialmente, quando l’opera pubblica ha un carattere strategico per l’Ente, ed entra a far parte della programmazione triennale della PA e quindi inizia un percorso di conformità non solo tecnico ma anche amministrativo, che deve esplorare ed acquisire tutti i vari processi di fattibilità dell’opera stessa. In questa dinamica, si configura un sorta di parallelismo tra il livello di progettazione affrontata e la acquisizione di pareri preventivi collegati alla progettazione medesima. In questo scenario procedurale la figura interna o esterna alla Amministrazione, ma dotata dei requisiti attribuibili al RUP art. 107 TU è di focale importanza, in quanto oltre a controllare la spesa nel proseguo dell’iter, fino alla aggiudicazione dell’appalto, dovrà operare nell’obiettivo che l’intervento da non si riduca in un mero stralcio, ovvero una porzione di quanto progettato, dando luogo ad un’opera che rimarrà incompiuta, non fruibile nella sua totalità. E’ la casistica di molti cantieri che si chiudono con parziale realizzazione costruttiva, lasciando incompleti oltre il 50% delle lavorazioni previste e consegnando all’Ente un’opera pubblica sostanzialmente non fruibile dalla collettività.

In questa strutturazione della cabina di regia, ovviamente trovano la loro giusta collocazione anche le Istituzioni (Ministeri, Regioni, Autorità, ecc. ), che a giusto titolo intervengono nella valutazione e quindi espressione di pareri sull’opera da eseguire. L’Ente Locale o in generale la Committenza Pubblica che promuove e produce la progettazione nella sua interezza, attraverso questo istituto della cabina di regia, è in grado di analizzare già a priori le criticità che potrebbero sorgere in fase di esecuzione dell’appalto, scongiurando l’insorgere di eventuali riserve promosse dall’appaltatore. Questa strategia di approccio al documento di validazione progettuale sottoscritto da figura interna o esterna alla Amministrazione, è sicuramente utile per realizzare un’opera puntuale, ma assume valenza metodologica indispensabile per opere a rete o infrastrutturali.

By | 2016-09-15T13:19:22+00:00 16 giugno 2015|Categories: Codice appalti|0 Comments

Sull'autore:

Architetto e titolare dello studio di architettura Ermanno Mencarelli & Partners, esperto nei temi dell’edilizia pubblica e dell’urbanistica.